Dopo le dichiarazioni di Mimo Corsini e di Graziosa Barchi, è momento di pubblicare la lettera aperta a mia firma che sarà girata a tutti i media che avranno intenzione di pubblicarla. E’ una lettera pesante, sicuramente pregna di significato e che è stata scritta dopo lunghe riflessioni, e dopo aver lasciato calmare i sentimenti forse fin troppo forti che si accavallavano nella mia testa. La delusione che traspare dal mio scritto è nulla in confronto a quella che ho dovuto realmente sopportare, ma credo che queste parole, ponderate e significative, riescano a spiegare come ci si senta nella mia posizione:
E’ con estrema tristezza, delusione e sconforto che mi accingo a scrivere queste riflessioni che, tuttavia, non posso evitare di esprimere all’AMSCI ed a tutti i modellisti. Questo è il mio sedicesimo anno di iscrizione alla nostra associazione, in quanto la mia prima tessera AMSCI risale al lontano 1997. Nel corso di questi 16 lunghi anni ho avuto modo di conoscere diverse gestioni e diverse composizioni del direttivo, e sarò onesto nel dire che ho sempre considerato la “gestione Cairo” la migliore che avessi mai esperito. Purtroppo, però, nel corso degli ultimi anni le delusioni si sono accumulate, e addentrandomi maggiormente nell’ambiente – avendo mio padre nel direttivo e avendo rappresentato la nostra federazione in due EFRA Annual General Meetings – mi sono reso conto da un lato di quanto difficile e impegnativo sia mandare avanti una pur semplice associazione, e dall’altro di quanto in disaccordo mi sia trovato con le decisioni del direttivo in diverse occasioni. Durante la mia lunga militanza nelle competizioni ufficiali ho avuto la fortuna di rappresentare l’AMSCI e la mia Nazione in quattro Campionati Europei B, quattro Campionati Europei A e un Campionato del Mondo come pilota, oltre che in un Campionato Europeo B come Team Manager; ho inoltre preso parte a tutti i campionati italiani fuoristrada svolti dal 2004 ad oggi; ho sempre appoggiato le scelte del direttivo, dei direttori di gara e degli “ufficiali” AMSCI anche nei momenti in cui non concordavo con le loro decisioni, a causa del grande rispetto che ho sempre nutrito verso le istituzioni e che fa parte del mio retaggio culturale. Tuttavia non riesco a tollerare né ad ignorare gli incresciosi avvenimenti accaduti nel corso dell’ultimo periodo, ed in particolare quelli riguardanti l’ultima prova di Campionato Italiano 2012, svolta su una pista completamente fuori norma. Sin dall’assegnazione della gara all’organizzatore di Giardini Naxos mi sono trovato in completo disaccordo con le scelte dell’AMSCI, in quanto assegnare la gara conclusiva di un campionato italiano ad una pista inesistente è da una parte un rischio notevole, e dall’altra, a mio personalissimo avviso, una mancanza di rispetto verso tutti quei gestori di piste che cercano di nascere e crescere nel rispetto delle giuste tempistiche, e che ogni giorno lavorano duramente per cercare di migliorare il proprio impianto. Credo tutti ormai siano a conoscenza dei fatti avvenuti, ma quello che sento il bisogno di aggiungere alla mera cronaca dei fatti sono le sensazioni che mi sono trovato a provare. Pur essendo nel giusto, mi sono sentito accusato dalla stessa associazione che avrebbe dovuto invece tutelare me ed il rispetto delle regole. Voglio sorvolare sull’atteggiamento di sufficienza e di arroganza tenuto dai gestori dell’impianto, in quanto non è a loro che è rivolto questo scritto, ma quello che credo sia stato davvero grave è che sono stato visto come un piantagrane, come un guastafeste, e come un problema, proprio da quell’istituzione a cui ho creduto di dare un’opportunità per ristabilire – almeno in parte – la propria credibilità. Ho visto calpestare un regolamento e ho visto cercare scappatoie allo stesso proprio dalle persone che dovrebbero imporne e garantirne il rispetto. Mi sono sentito dare del rompiscatole (tanto per usare una versione edulcorata dei termini usati contro di me) e mi sono sentito dire che “se l’anno prossimo non mi iscrivo chissenefrega, un rompi…scatole in meno”, proprio da quelle persone che, secondo lo statuto dell’AMSCI, si propongono di svolgere un’attività promozionale e favorevole all’aumento del movimento. Proprio io, che altro non ho fatto che richiedere, come mio diritto, l’applicazione del regolamento. Lo stesso regolamento che mi porta a tenere la capienza del mio serbatoio di 2cc inferiore al limite, lo stesso regolamento che in passato mi ha visto squalificare per un MILLIMETRO di alettone sporgente dalla mia carrozzeria. Quello che mi ferisce è proprio questa mancanza di tutela nei confronti di un associato che ha sempre, e dico sempre, nutrito un profondo rispetto per le regole e per l’associazione. Rispetto che ormai è andato perso per sempre, dopo esser stato visto come un “nemico dello sport” e soprattutto dopo aver visto, letto e sentito le dichiarazioni secondo cui i responsabili di tutto l’accaduto godono ancora della FIDUCIA del responsabile di sezione. Rispetto che ho perso anche a causa degli evidenti conflitti di interessi che troppo spesso, a mio modesto avviso, influenzano pesantemente le decisioni prese dal direttivo. Rispetto che ho perso perchè, pur di giustificare i propri collaboratori, il responsabile di sezione ha messo i loro comportamenti sullo stesso piano di quelli di un pilota durante una concitata fase di gara. Tutto questo, signori, è per me inaccettabile, e da questo sdegno scaturisce la mia decisione di non partecipare ad alcuna competizione svolta sotto l’egida dell’AMSCI finchè la composizione del direttivo non sarà diversa, e finchè la chiarezza ed il rispetto delle regole non avranno, come è giusto che sia, la priorità su qualsiasi altro tipo di interesse.
Riccardo Acciari