L’occasione di avere un Campione Europeo nella propria Nazione non poteva non essere sfruttata, e l’amicizia che ci lega ad Ale da anni ha fatto da catalizzatore. Ecco a voi, dunque, il botta e risposta col Magilla nazionale:

JB: Ale, come prima cosa, da “collega”, voglio farti i miei complimenti più
sentiti. Avendo disputato più di una volta la competizione che hai appena
dominato, so quanto sia complicato far girare tutto nel modo giusto nel giorno
più importante. Ma la prima domanda è sul giorno dopo: Come ci si sente, al
primo risveglio da campione d’Europa?

AM: Grazie Rick! Diciamo che per me è stata una enorme soddisfazione questa gara
perchè, come hai già detto tu, è difficile far andare tutto nel verso giusto.. Poi
sei sempre li su “chi va là” perchè non sai contro chi gareggi, non conosci le
strategie di gara degli altri e non sai come guidano. Il giorno dopo la gara
ancora ero meravigliato e incredulo di ciò che mi era capitato, tanto che ho
subito acceso il pc per cercare il video della finale che ero impaziente di
vedere! :-D Spero che in futuro avrò di nuovo occasione di riprovare la
magica sensazione che ho avuto con questa gara.

JB: Veniamo ora alla tua gara. Il venerdì piovoso ha tagliato pesantemente le
possibilità di provare, ma ti sei fatto trovare immediatamente pronto sin dal
sabato. Venire a provare in precedenza è stato fondamentale?

AM: Andare a provare 2 settimane prima della gara è decisamente stata una
scelta “azzeccata” perchè, anche se al venerdì non abbiamo potuto
provare un gran chè a causa della pioggia, avevo già i punti di riferimento e una buona visuale della pista, che ho potuto sfruttare subito nella prima manche del sabato.

JB: Dopo le qualifiche, la situazione si è rivelata leggermente più chiara,
perchè ad un Europeo B non si sa mai chi tenere d’occhio visti i nomi nuovi che
girano.. Chi è stato più a lungo nei tuoi pensieri al sabato sera?

AM: Direi senza ombra di dubbio Jeremy Pittet, pilota locale che sapeva dove
era piazzato ogni sassolino della pista, è stato il primo ad effettuare 9
giri e comunque era molto costante, sbagliava molto poco. Poi ovviamente i miei
2 rivali italiani, Alessandro Stocco e Alex Zanchettin che hanno sempre un asso
nella manica da sfoderare, quindi anche loro hanno contribuito a “ritardare” il
mio sonno del sabato sera :-D

JB: Finalmente la domenica: guidaci attraverso la semifinale travagliata, e
soprattutto attraverso la MAGIstrale finale in cui hai piegato la concorrenza

AM: Solo a riparlarne mi torna la pelle d’oca! Sono partito abbastanza
tranquillo in semifinale con il numero uno, perchè già dalle prove dei
semifinalisti avevo notato un passo leggermente più veloce rispetto ai miei
avversari, quindi sono riuscito a partire con una concentrazione pazzesca. Ho
tenuto la testa della gara fino al decimo minuto quando poi un doppiato per
farmi passare mi ha toccato e mi ha girato in un angolo dove nessun raccoglitore mi vedeva. Così da primo sono passato ottavo, sono ripartito col modello che non
voltava per via del fango che avevo preso in quella buca, quindi facevo un po di
errori, avevo l’ansia che stesse per finire il tempo e la paura di dover buttare
tutto quello che avevo fatto fino quel momento per nulla; a quel punto mi sono messo a girare costante, senza errori, e sono riuscito a guadagnare la quarta posizione
riuscendo a conquistare la settima piazza per la partenza in finale. Una volta
entrato in finale i miei nervi si sono distesi, ero molto più rilassato del
previsto e quindi mi sono detto “vada come vada, il mio obiettivo primario l’ho
centrato”. Una volta partito per i 45 minuti tanto attesi ho cercato subito di non
trovarmi incastrato in qualche gruppetto di auto rovesciate e me la sono cavata
chiudendo il primo giro quinto. Avevo la macchina che mi faceva cose strane,
quindi mi portava a fare qualche errore di troppo. Rimontavo fino ad essere
secondo e poi sbagliavo, finchè al terzo errore mi hanno comunicato dai box che il
primo si stava allontanando, quindi mi sono messo a “tirare” ma con moderazione
passando lontano dai cordoli e cercando di non rimanere coinvolto in incidenti, finchè mi sono ritrovato secondo a 24 secondi di distacco da Jeremy che era primo indisturbato.
Fortunatamente Roberto Cairo – il nostro team manager – ha incominciato a urlarmi i
secondi di distacco che avevo da lui e ho notato che recuperavo un secondo al giro; da lì in poi la gara è andata tutta in discesa: mi avvicinavo sempre più fino a che sono arrivato a una curva da Jeremy, questo penso gli abbia creato scompiglio in testa mandandolo in “tilt” tanto che l’ho superato senza neanche accorgermene mentre lui era capottato. Ormai avevo preso il mio ritmo, e una volta davanti ho continuato a tirare
come avevo fatto per i primi 30 giri tanto che lui non ce l’ha piu fatta,
ha iniziato a sbagliare e io ho guadagnato 15 secondi di vantaggio. Quando poi
lui ha spento, mi sono messo tranquillo continuando con un ritmo sostenuto fino alla fine.

JB: C’è stato un preciso momento, durante la finale, in cui ti è scattato un
interruttore in testa e hai iniziato a pensare “questa la vinco io” ?

AM: C’è stato quel momento, ed è stato solamente quando uno dei giudici di gara mi
ha appoggiato la coppa del primo di fianco e mi ha detto “Magi, questa è tua!!”
Ero lì con la radio in mano, ancora dovevo completare l’ultimo giro quando una
lacrima mi è scesa affrontando l’ultima curva per poi avviarmi verso gli ultimi
2 metri sotto la bandiera a scacchi. Ho lasciato la macchina percorrere quegli ultimi metri senza vedere dove andava! La mia reazione è stata un urlo di gioia incredibile verso
mio padre, verso Mario Rossi e verso tutta la gente che c’era a tifare per me.

JB: E’ doveroso ora lasciarti uno spazio per i tuoi ringraziamenti!

AM: Ne approfitto per ringraziare tutti coloro che mi hanno supportato, a partire
da mio padre: senza di lui non ce l’avrei fatta (anche se credo gli piaccia
piu fare da mangiare che badare alle macchinine :-D scherzo); Mario Rossi
della Reds Racing e il figlio Marco, che hanno reso possibile tutto questo;
Fabrizio Teghesi che con il suo nuovo marchio di oli siliconici mi ha dato un
gran supporto e degli ottimi consigli per le strategie; Matteo Passerini della
Runner Time per l’ottima miscela e un bacio (ahhahah) a Roberto Cairo che mi ha
caricato durante la finale…. Grazie anche a te Ricki bellissimo reporter e
grande amico =D ci si vede alla prossimaaaaaa =)

Sono ormai due mesi che L’extraterrestre Davide Tortorici è alla guida della Mbx6, ed il momento sembra perfetto per una veloce chiaccherata sul suo nuovo pacchetto di materiali per il 2012!

JB: Ciao Davide, prima di tutto complimenti per l’ottima forma dimostrata al “Dirt Nitro Challenge”. Dopo qualche tempo di sofferenza, come ci si sente a tornare nuovamente a battagliare ruota a ruota con alcuni tra i migliori piloti al mondo?

DT: Ciao a tutti, prima di tutto grazie dei complimenti! In effetti mi sento veramente in ottima forma, e anche grazie ai risultati ottenuti ultimamente ho ritrovato piena fiducia in me stesso.

JB: Buona parte del merito, forse, è anche da attribuire al tuo nuovo modello, la MBX6R, che si adatta sicuramente meglio al tuo stile di guida.. Quali sono i punti di forza della Mugen che riesci a sfruttare meglio?

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Sicuramente, dopo il weekend dell’IBR, questo è l’argomento che tiene banco più di ogni altra cosa nelle discussioni “modellistiche”.

Noi abbiamo avuto la fortuna di fare quattro chiacchere a riguardo con Joseph Quagraine, disegnatore, sviluppatore e produttore della JQ Products’ THE Car, e pilota di successo e fama internazionale. Ne è venuta fuori una mini intervista, solo tre domandine che focalizzano l’attenzione su questi famigerati liquidi. Vi riportiamo di peso il botta e risposta, ovviamente tradotto in italiano:

 

JB: Hai mai utilizzato additivi nella tua carriera?

Sì, nel fuoristrada e nel touring elettrico, ma mai nell’1/8

JB: Sei contrario al loro utilizzo? Se sì, perchè?

Si, credo non sia quello di cui il nostro hobby ha bisogno. Non sono salutari e renderebbe le cose poco gradevoli, in quanto qualcuno avrebbe a disposizione additivi migliori di altri. C’è bisogno di rendere le cose semplici. Sono già abbastanza complicate con tutte le diverse gomme, mescole e riempimenti presenti sul mercato.

JB: Quale credi potrebbe essere il danno più grande che un utilizzo di massa degli additivi potrebbe portare alla nostra categoria?

Credo che la situazione al momento sia già molto brutta, con alcuni top drivers che usano gli additivi in segreto. Cosa che, se posso ricordarlo, è CONTRO LE REGOLE! Alle gare dove la trazione è scarsa, come ad esempio il NeoRace, il vantaggio è notevole, ma di nuovo, quella gara non ha regole riguardo agli additivi da quel che so. Credo che le uniche vie per fare passi in avanti sono o quella di ammettere l’uso degli additivi, che sarebbe un errore, o continuare come adesso, inserendo però una regolamentazione sulle gomme per le gare più importanti, che faccia usare a tutti le stesse gomme, prese dall’organizzazione e riconsegnate al termine delle giornate. Proprio come nell’offroad elettrico. La situazione al momento è malata, perchè gli additivi non sono permessi, ma non c’è modo di controllarli. Ci sono additivi, in giro, che possono essere usati prima di una gara, e nessuno sarò in grado di provare che sia stato fatto nulla alle gomme. Quindi sta tutto alla morale di ogni singolo pilota. E purtroppo sappiamo tutti che qualcuno farà qualsiasi cosa pur di vincere….

 

Parole abbastanza dure e sicuramente di condanna, quelle di JQ, che lasciano ben intendere che anche tra i top driver c’è tanto malcontento. non possiamo che ringraziare il “finlandese volante” e lasciarvi alle vostre riflessioni

Thanks JQ, we truly appreciated!

Analizzando le classifiche del 2011 salta all’occhio come il secondo posto di Riccardo non sia un avvenimento casuale. Quattro volte su cinque nelle prime quattro posizioni, tre volte a podio, con l’aggiunta di qualche recriminazione più che plausibile. Il fortissimo pilota milanese, vincitore di due prove di C.I. e finalista al Campionato Europeo 2008 a Creta ci racconta la sua stagione. Corre con Agama A8Evo, Novarossi, Aka, Bittydesign, Maugrafix e Roga

 

Dopo l’ottima stagione dello scorso anno con la 808, la scelta di guidare un modello quasi sconosciuto ha lasciato perplessi molti addetti ai lavori: i fatti sembrano invece premiare la tua audacia. C’è davvero tanto potenziale in questa Agama?

Ho scelto di correre con Agama per il supporto offerto dalla BBF e perchè comunque ho sempre cambiato macchina dopo un paio di anni di gare perchè mi piace sperimentare (ricordo 2 anni con hobao , 2 con mugen , 2 con thunder , 2 con kyosho , 2 con xray ). Inoltre avevo bisogno di un meccanico fisso: avevo già lavorato con Bonanomi in precedenza e sapendo come lavora, il tempo e l’impegno che ci mette, mi sono reso conto che fosse l’ideale. Inoltre credo che l’Agama abbia un grosso potenziale, all’europeo c’erano 3 A8 Evo in semifinale (Karner, io e  Sartel) e altre 2 nei quarti (Vega e Hazlewood), quindi dobbiamo lavorare per migliorare sempre di più ma la base è ottima!! Continue reading »

Continua la nostra serie di interviste con l’alfiere di casa Radiosistemi…

Ciao Federico, come prima cosa grazie per il tempo che hai deciso di dedicarci, e complimenti per una stagione che, nonostante i suoi alti e bassi, ti ha regalato molte soddisfazioni e la “consacrazione” nell’eccellenza del fuoristrada italiano. Come giudichi quest’annata?

Ciao a tutti! Innanzi tutto grazie a voi, visto che è una delle mie prime interviste “modellistiche”! In questa stagione ho ottenuto i risultati migliori della mia breve carriera, tra cui i primi podi al campionato italiano. La prova di Canicattì non aveva prospettato niente di buono, ma fortunatamente nelle due successive prove sono arrivati i podi con un terzo posto a Monsummano e un secondo a Asti. Anche Viggiu è andata abbastanza bene, peccato per la ciliegina sulla torta mancata a Marigliano. Tutto sommato sono soddisfatto e sono stato molto contento di aver potuto lottare per il campionato italiano fino all’ultima prova! Continue reading »

Riccardo, per prima cosa voglio complimentarmi per la vittoria di questo C.I. e per la incredibile costanza dei tuoi rendimenti. Dopo le qualifiche ti aspettavi di vincere così facilmente?

Grazie per i complimenti, fanno sempre piacere :-) La risposta alla domanda è decisamente NO. Fin dalle prove libere mi sono reso conto che su questo tipo di tracciato, a differenza delle precedenti tappe, gli avversari erano assolutamente competitivi. Dopo la semifinale ho apportato una modifica alla macchina che si è rivelata vincente e soprattutto mi sono concentrato sulla costanza nei 45min. piuttosto che sulla velocità pura. Ha funzionato….

In questa stagione hai passato dei momenti difficili, in cui hai dovuto anche guardare la finale da bordo pista per problemi tecnici, alternati a momenti di dominio assoluto. Ci racconti il campionato italiano 2011, tappa per tappa, dal tuo punto di vista?

Ok ve le riassumo velocemente:

Canicattì – direi la gara dove il nostro mezzo, con tanto grip e pochissime buche, è riuscito ad esprimersi al meglio. Sapevo di essere in netto vantaggio sugli avversari, e così è stato fino alla fine. In quell’occasione le gomme LOSI UltraDigit erano incredibilmente performanti.

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